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Gennaio 2018

“PILLOLE” DI RICERCA

 

MOVIMENTI SACCADICI E AUTISMO

I movimenti oculari, ed in particolare le cosiddette saccadi, sono essenziali per navigare, comprendere, e interagire con il mondo che ci circonda. In persone sane sono rapide, precise e accurate, ma non in persone con un Disturbo dello Spettro Autistico, che invece presentano particolari difficoltà a mettere a fuoco un target in movimento.

Questa scoperta, oltre a spiegare i problemi nella comunicazione e nell’interazione sociale nelle persone con DSA, sembra indicare una probabile disfunzione del cervelletto, una regione collegata al controllo motorio, ma anche implicata in emozioni e cognizione grazie alle sue connessioni con il resto del cervello.

Per saperne di più: https://goo.gl/83JCKu

 

FUNZIONI ESECUTIVE E COMPORTAMENTO ADATTIVO: DIFFERENZE DI GENERE NELL’AUTISMO

Kenworthy e Bascom hanno recentemente condotto il più grande studio fatto fino ad oggi sulle differenze di genere nelle funzioni esecutive e nei comportamenti adattivi nell’autismo.

Insieme ai loro colleghi, per raccogliere dati sul loro reale funzionamento quotidiano, hanno intervistato i genitori di bambini con autismo e diversi giovani-adulti di età compresa tra 7 e 18 anni: 79 ragazze e 158 ragazzi.

I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Autism Research, sembrano mostrare che le ragazze con autismo, rispetto ai ragazzi con autismo, hanno maggiori difficoltà sia nelle funzioni esecutive, sia nei comportamenti adattivi.

Per saperne di più: https://goo.gl/K2L4ZK

 

APPROFONDIMENTI E DOCUMENTI UTILI

 

DONAZIONI AL NON PROFIT, IL PAPER DEI COMMERCIALISTI

La Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha pubblicato il documento "Riforma del Terzo Settore: le erogazioni liberali e il social bonus". Come noto, la riforma del Terzo settore ha riservato particolare attenzione alla razionalizzazione e alla incentivazione del sistema delle agevolazioni fiscali riconosciute ai soggetti che scelgono di sostenere finanziariamente gli enti del Terzo settore, favorendo l'afflusso verso enti particolarmente meritevoli di beni e risorse finanziarie derivanti da liberalità.

Per saperne di più: https://goo.gl/gUhApo

 

PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE IL NUOVO PROGRAMMA DI AZIONE SULLA DISABILITÀ

Il Secondo Programma di Azione Biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale con il Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) del 12 ottobre 2017.

Il Programma di Azione, di cui AgID è soggetto promotore, è il documento con cui l’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità (OND) tutela e persegue i diritti umani delle persone con disabilità come previsto dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.

L’Agenzia ha partecipato attivamente alla stesura del Programma nel gruppo di lavoro sull’Accessibilità, definendo gli obiettivi che OND dovrà conseguire nel prossimo biennio e che diventano ufficiali con la pubblicazione del Piano in Gazzetta Ufficiale. All’interno delle Azioni previste dal Programma, AgID coordina il raggiungimento di obiettivi relativi all’accessibilità dei servizi della PA attraverso interventi di natura amministrativa da parte di OND relativi all’adozione di piani di collaborazione e piani formativi, tra cui si evidenziano attività di monitoraggio, formazione, aggiornamento normativo.

Per saperne di più: https://goo.gl/jMYJJ2

 

CHIARIMENTO SU FIGURA DELL’EDUCATORE

La Legge di Bilancio 2018, inoltre, mira anche a risolvere l’annoso problema dei laureati in scienze dell’educazione e della formazione (classe di laurea L-19) che, nonostante la formale denominazione del corso frequentato, non potevano sinora fregiarsi del titolo di educatore professionale.

Nel nostro ordinamento, infatti, nonostante la confusione generata da alcune pronunce della giurisprudenza amministrativa ed interventi della legislazione regionale, tale titolo è stato sinora riconosciuto solamente ai possessori del diploma di laurea abilitante di un corso di laurea della classe L/SNT2 (Professioni sanitarie della riabilitazione), così come da ultimo confermato dal

DPCM 26 luglio 2011 (che ha escluso l’equipollenza tra il suddetto diploma di laurea ed i titoli universitari rilasciati dalla facoltà di Pedagogia e Scienze della Formazione per educatore professionale).

Ciò posto, la legge n. 205/2017 istituisce il profilo dell’educatore professionale socio-pedagogico (ESP), il quale è il professionista che – in possesso di laurea L19 (Classe delle lauree in Scienze dell’Educazione e della Formazione) – opera nei servizi e nei presidi socio-educativi e socio-assistenziali, nei confronti di persone di ogni età, prioritariamente nei seguenti ambiti: educativo e formativo; scolastico; socio-assistenziale, limitatamente agli aspetti socio-educativi; della genitorialità e della famiglia; culturale; giudiziario; ambientale; sportivo e motorio; dell’integrazione e della cooperazione internazionale.

Quanto ai titoli abilitanti per la professione di ESP, si segnala che la legge in esame richiama anche il d.lgs. 65/2017 e, pertanto, l’accesso a tale qualifica sembrerebbe consentita anche a coloro che siano in possesso di un diploma di laurea nella classe L-19 ad indirizzo specifico per educatori dei servizi educativi per l’infanzia, o del diploma di laurea magistrale a ciclo unico nella classe LM-85-bis in Scienze della formazione primaria integrata da un corso di specializzazione per complessivi 60 crediti formativi universitari.

A latere della figura dell’ESP, la norma istituisce (rectius: conferma) il profilo professionale dell’educatore socio-sanitario (ESS), rinviando in toto, per la sua disciplina, al d.m. 520/1998 che già disciplinava la figura dell’unico educatore professionale prima previsto.

Per quanto sopra, deve intendersi confermato che l’ESS è l’operatore che – in possesso del diploma di laurea abilitante di un corso di laurea della classe L/SNT2 – attua specifici progetti educativi e riabilitativi, nell’ambito di un progetto terapeutico elaborato da un’equipe multidisciplinare, volti ad uno sviluppo equilibrato della personalità con obiettivi educativo/relazionali in un contesto di partecipazione e recupero alla vita quotidiana, ovvero cura il positivo inserimento o reinserimento psicosociale dei soggetti in difficoltà.

Con riferimento alla prima applicazione della normativa in esame, inoltre, è previsto che, in via transitoria, la qualifica di ESP possa essere attribuita, previo superamento di uno specifico corso intensivo di formazione universitaria, anche a coloro che, alla data del 1° gennaio 2018, risultino in possesso di uno dei seguenti requisiti: a) inquadramento nei ruoli delle amministrazioni pubbliche a seguito del superamento di un pubblico concorso relativo al profilo di educatore; b) svolgimento dell’attività di educatore per non meno di tre anni, anche non continuativi, da dimostrare mediante dichiarazione del datore di lavoro ovvero autocertificazione dell’interessato; c) diploma rilasciato entro l’anno scolastico 2001/2002 da un istituto magistrale o da una scuola magistrale.

Sempre in via transitoria, inoltre, la qualifica di ESP potrà essere attribuita anche a coloro che, alla data del 1° gennaio 2018, risultino titolari di contratto di lavoro a tempo indeterminato con qualifica di educatore socio-pedagogico o di pedagogista, a condizione che, alla medesima data, abbiano età superiore a cinquanta anni e almeno dieci anni di servizio, ovvero abbiano almeno venti anni di servizio.

È, infine, previsto che i soggetti che, alla data del 1° gennaio 2018, hanno svolto l’attività di educatore per un periodo minimo di dodici mesi, anche non continuativi, documentata mediante dichiarazione del datore di lavoro ovvero autocertificazione dell’interessato, possono continuare ad esercitare detta attività; per tali soggetti, il mancato possesso della qualifica di educatore professionale socio-pedagogico o di educatore professionale socio-sanitario non può costituire, direttamente o indirettamente, motivo per la risoluzione unilaterale dei rapporti di lavoro in corso al 1° gennaio 2018, né per la loro modifica, anche di ambito, in senso sfavorevole al lavoratore.

Da ultimo, si segnala che la Legge di Bilancio disciplina anche il profilo professionale del pedagogista, per il cui accesso è richiesto il possesso di un diploma di laurea abilitante nelle classi di laurea magistrale LM-50 (Programmazione e gestione dei servizi educativi), LM-57 (Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua), LM-85 (Scienze pedagogiche) o LM-93 (Teorie e metodologie dell’e-learning e della media education)

 

 

BANDI E OPPORTUNITA’ DI FINANZIAMENTO

FONDAZIONE CARISPEZIA

Fondazione Carispezia pubblica il bando di erogazione n. 6/2017 nel settore Welfare e Assistenza Sociale, in linea con gli indirizzi strategici e gli obiettivi specifici dei settori di intervento approvati nel Documento Programmatico 2017-2019.

Il presente bando intende favorire l’inclusione sociale delle fasce deboli della popolazione attraverso macro-obiettivi rivolti a persone anziane, adolescenti con disagio sia affettivo che sociale, e disabili. Le iniziative dovranno avere durata biennale ed essere promosse da organismi del Terzo Settore, uniti in forti e stabili partenariati.

Per saperne di più: https://goo.gl/RAQHoK